Stop a Siena

La nottata passata a Monteriggioni, in una stanza d’appartamento trovata e scontata egregiamente dalla ragazza dell’ufficio del turismo, è stata piuttosto schietta. Il mio tendine d’Achille deve fermarsi e riposare, e con lui il sottoscritto. Gonfiore e calore sopra il tallone, mobilità ridotta della caviglia sono sintomi che non lasciano spazio a scelta. Il dolore è ininfluente, ma il tendine è fetente. Chi sa, sa.
Solita sveglia. Il bar della piazza apre con tutta calma e noi colazioniamo di conseguenza. Partiamo intorno alle 9. La tappa è bella, poco asfalto per iniziare e subito in mezzo a boschi e campi. Son 20 i km da fare, i primi 10 li facciamo sulla via, poi deviamo per passare da un borgo 5 km più avanti con la speranza di pranzare comodamente. Ed è così. Siena è a vista. Dopo pranzo decidiamo di prendere il bus per non stressare ulteriormente il mio tendine. Siamo fortunati. Una seconda pizzeria poco più avanti di fronte alla fermata ci offre il caffè, il bus arriva perché un ragazzotto l’ha chiamato (i bus lì vanno a chiamata, tipo taxi) e l’autista ci regala la corsa. Scaricati ai piedi di Siena prendiamo un altro bus che ci porta a poche centinaia di metri dall’albergo, altra corsa omaggio.
A Siena è festa, settimana di Palio. Gente ovunque. Cavalli accompagnati da stallieri, contradaioli al seguito che cantano.
Ci rinfreschiamo in albergo e usciamo. Giro per la città, aperitivo festoso e cena medioevale.
Poi a riposare.
La sveglia del giorno dopo è velata di vaga malinconia. Meta: stazione FS. Treno e a casa.

Appunti per il futuro.

  • Evitare di portare la reflex. Per fare un buon lavoro di documentazione ci vuole comunque un tempo che a piedi, in tappe da 30 km, non si ha. Tanto vale portare una compatta, si risparmiano almeno 2 kg.
  • Valutare per bene le scarpe prima di partire. Se hanno più di 400 km e son sfondate nel tallone buttarle.
  • I sandali da trekking sono meglio delle scarpe da trekking
  • Evitare la tecnologia. Un cellulare basta e avanza.
  • Tenere lo zaino sotto i 10 kg. Se 8 meglio.

Da Altopascio a San Miniato

Previsti km 25 circa, fatti credo circa 30. Un tratto della Via Francigena è adesso occupato da cantieri stradali, tocca improvvisare. Ma andiamo in ordine.
Sveglia alle 6, e subito a far colazione al bar.
Uscendo rifornimento d’acqua e allungando lo sguardo riecco comparire i giovani pellegrini di ieri. Passano prima di noi, come ieri li raggiungiamo. Saluti e convenevoli fino a quando una di loro ci chiede se la sera a San Miniato avremmo partecipato al seminario. La risposta è stata un silenzio abbastanza eloquente da non far bissare la domanda.
Continuando i sorpassi si arriva al capo branco che tra le varie cose ci chiede dove dormiamo. In albergo, rispondiamo. Primo sdegno.
Si prosegue filati per una dozzina di km, di cui un paio, all’altezza di Galleno, nel sentiero originario della via, intrufolato tra i boschi stile fiabesco.
A metà strada, quella presunta, ci fermiamo per mangiare un panino. Siamo a Ponte Cappiano. Indovina, riecco il branco di pellegrini. Altro scambio, questa volta sulle mappe che rispettivamente seguiamo. Noi quella del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Secondo sdegno. Ripartono prima di noi.
Poco dopo li ri-ri-raggiungiamo, tutti seduti sotto gli alberi. Alla mia richiesta di conferma direzione corretta ricevo come risposta spallette da uno solo di loro. Stavano pregando o qualche roba del genere. Sdegno definitivo. Distanze stabilite.
Da li in poi sull’argine di un qualche fiume, verde quanto il paesaggio circostante.
Solo fatica. Sole a piombo.
Indicazioni errate in Castruccio ci fanno circonvallare metà paese = 900 mt. Colpa della nostra mappa pagana. Intravisto nuovamente il branco schizziamo via.
Solo fatica. Sole a piombo. Male ai piedi.
Costeggiato l’Arno ecco il cantiere. Come detto improvvisiamo passando all’interno di un ridente quartiere a una mezza dozzina di km dall’arrivo. Vedi foto.
Alle 14:30 siamo in stanza, e io che mi son fatto furbo scrivo subito il post così vado a dormire in ora decente.
Previsioni: pediluvio, aperitivo e cena. Poi a dormire.
Stop.