Diario

Da Spoleto a Ferentillo: 26 km

Partiamo intorno alle 7:20 con le credenziali già timbrate la sera precedente dallo stesso monastero che ci ha ospitati. Attraversiamo Spoleto (in salita) e ci fermiamo ad un bar a far colazione. Intorno alle 8 ci incamminiamo direzione Monteluco.
Ci sono 2 vie per arrivarci e manca la segnalazione della via Francigena. Tradotto: ci troviamo di fronte ad un bivio e dobbiamo fare una scelta.
Con la precisione scientifica che sempre ci accompagna, anche a causa di sconsiderate indicazioni di signore indigene in calzamaglia, prendiamo il sentiero sbagliato. Più lungo del dovuto e molto molto appeso.
A Monteluco ritroviamo i cartelli francigeni, li seguiamo, nel bosco per tutta la mattinata durante la quale comincia a farsi sentire qualche goccia, sono le 11:20.
Il sentiero è per lo più pietroso, soprattutto quando finalmente dopo una dozzina di km prende a scendere. È poco salutare per le piante dei piedi e decisamente pericoloso.
Sono quasi le 13 quando ci riaffacciamo su strada in prossimità di Nevi. Niente più pioggia. Un contadino ci suggerisce un agriturismo dove pranzare. Noi, stolti pellegrini non abbiamo nulla al sacco e la situazione diventa problematica quando troviamo l’agriturismo chiuso, drammatica quando veniamo a sapere che non ci sono più speranze di trovare ristorazione prima di Ferentillo, meta giornaliera distante a questo punto una decina di km.
Riposiamo a Ceselli una mezz’ora buona e con l’animo in pace e lo stomaco voraginoso ripartiamo.
A 4 km dall’arrivo, in un piccolo paese troviamo un centro sociale aperto dal quale acquistiamo un paio di gelati e pop corn, scelta obbligata. I peggio pop corn della storia dell’umanità.
Ripartiamo lungo fiume. In meno di un’ora siamo a Ferentillo. Prende a piovere.
Troviamo non senza difficoltà l’agriturismo dove alloggiamo.
Doccia.
Il gestore ci suggerisce un posto dove cenare, ci accompagna in auto. Simpaticamente omette un paio di cose: la prima è che il passaggio vale solo per l’andata, la seconda che dove ceniamo rimane ad un paio di km dall’agriturismo.
Ringraziamo a denti stretti.
Ceniamo con calma, chiudiamo con grappa e facciamo ritorno rischiando l’esistenza sulla statale buia.
In stanza crolliamo.
Sono le 4:30 quando mi sveglio e chiudo il presente post, lasciato a metà qualche ora prima.
I miei 2 compagni dormono.
E io ti saluto.
Stefo via iPhone.

Diario

Da Trevi a Spoleto: 29 km

Una delle peggio cose che un pellegrino si può ritrovare a fare, è farsi timbrare le credenziali da un chichessia. I motivi generalmente sono due e consequenziali: si parte prestissimo; prestissimo chiese e comune sono chiusi.
Il risultato è un becero timbro del bar dove si è fatta colazione.
Così è.
Dopo il timbro partiamo con inizio nuovamente in salita.
Io aggiorno il blog mentre Joe, nuovamente in forma fa il passo. Il Cinghi sembra messo bene, anche se più avanti patirà le salite più incisive.
Al decimo km circa ci affianca un cagnolone, lo battezzo Frank.
Non si stacca più, nonstante i ripetuti tentativi di fargli perdere le tracce, si ripresenta sempre fin quando a metà tra il dispiacere di doversene liberare e la necessità di doverlo fare, il Cinghi chiama i carabinieri. Frank annusa e se ne va con una signora di rosso vestita che incrociamo.
Siamo a Poreta e di qui in avanti continui saliscendi mettono in considerevole difficoltà il Cinghi.
Alle 15 siamo ad Eggi con più di una ventina di km sulla schiena oltre che, affamati. Una gentil coppia che capisce bene la situazione prima ci fa accomodare in un circolo arci, poi ci offre panini con coppa e crudo, salsicce e una bottiglia di vino rosso.
Per non portarsela dietro io ed il Cinghi la svuotiamo, succede così che gli ultimi 6 km volano.
Arrivati in monastero intorno alle 18:30, scatta la doccia poi si esce alla ricerca di un posto dove cenare.
Osteria del matto.
Consigliatissima.
Mangiamo alla grande e Filippo è simpaticissimo (pubblicità esplicita).
Si torna in monastero, lavata di denti e tutti a nanna.
Il Cinghi russa, Joe lo scuote e io scrivo.
Stefo via iPhone.
Pellegrini Frank Pausa Tetro Joe fotografo Biglietto