Giorno 8: vento.
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Saint Maurice - Martigny, 15 km.
Ci svegliamo come al solito alle 7. La colazione è servita alle 8, abbiamo quindi tutto il tempo di prepararci. Usciamo dall’ospitale dei Frati Cappuccini intorno alle 8:45, un salto al supermercato per un po’ di frutta e altre cosette, poi in farmacia a far rifornimento di medicinali per infiammazioni varie, vesciche e partiamo.
La tappa di oggi è la più corta di tutte, 15 km circa, sappiamo di potercela prendere con calma e lo facciamo. La strada alterna asfalto e sterrato, lungo la valle, sempre più all’interno verso Martigny e le Alpi. Si alza il vento ma per fortuna il sole è sempre ben presente. In quanto a meteo, continuiamo ad avere pessime previsioni ed ottime condizioni. Non aggiungo altro.
Verso le 11 e mezza comincia a farsi sentire lo stomaco, attraversiamo qualche paesino (agglomerati di case) e ci fermiamo alla Coop di Vernayaz. Spesa veloce e poi alla ricerca di un posto riparato dal vento. Lo troviamo qualche centinaio di metri più in avanti. Ormai è mezzogiorno passato, ci fermiamo, pranziamo e schiacciamo un sonnellino. Qualche gavettone, zaino riempito di pietre, minacce varie, punti persi e si riparte verso le 14 e 30. Manca ormai veramente poco.
Alle 16 circa entriamo in Martigny e cerchiamo la parrocchia protestante che ci dovrebbe ospitare, nel frattempo fantastichiamo su un eventuale centro benessere. Il parroco non c’è, non lo aspettiamo, e cerchiamo un alloggio alternativo. Lo troviamo in un Motel.
Doccia e quantaltro serve per dare sollievo psicofisico ai nostri stanchi corpicini e facciamo un salto in centro dove una sorta di festa dei 5 continenti, via di mezzo fra festa della birra e Moac, ci restituisce sensazioni di vita socializzata.
Ci facciamo un paio di birre, uno spuntino veloce, qualche foto e poi alla ricerca di un ristorante per cenare. Entriamo in un locale un po’ italiano e un po’ messicano. Fajitas di pollo e vino per tutti. Roberto cancella dalla rubrica del suo cellulare il numero di telefono mio, di Johnny, e per coerenza intellettuale anche Rox fa cancellare il suo. Se il Cinghi si dovesse perdere, rimarrebbe in balia della natura. Dessert, caffè e ritorno verso il Motel. Solite inconcludenti discussioni similsociofilosoficomaterialiste e tutti a nanna.
Siamo ai piedi delle Alpi, domani cominciamo la salita verso Orsieres, preludio al Passo del Gran San Bernardo.
14 Jun 2008 stefo 6 comments











