Diario

Da Perugia ad Assisi: 27 km

Sveglia alle 7:30. Colazione servita alle 8. Le solite 2 confezioni di nutella vittime del dovuto e necessario esproprio proletario e poi spediti in Cattedrale San Lorenzo a farsi timbrare le credenziali. Alle 9 siamo sulla Via.
Il percorso è ben segnalato, cosa non in assoluto positiva perché l’abitudine alla segnalazione precisa e puntuale non è una buona abitudine. Infatti passato Ponte San Giovanni e costeggiato il Tevere, nell’unico bivio non segnalato della giornata senza neanche accorgercene siamo riusciti a prendere la direzione sbagliata. Giusto per regalarci quel paio di km in più che ci fanno poco eroi e molto stolti.
Ripresa la direzione giusta siamo filati dritti fino a Bastia Umbra dove abbiamo incontrato 2 volte mio cugino Mauro; la prima per i saluti la seconda per un caffè, assai gradito. Assisi è ormai a vista da qualche ora, soltanto che la via prevede qualche dribling turistico così da portarci alla maestosa chiesa di Santa Maria degli Angeli. A questo punto mancano solo 4km, non resta che farli, testa bassa e gambe spedite. Alle 16 siamo al monastero di San Giuseppe, dove ci aspetta una salutare doccia e la prima conta vesciche, giusto un paio tra tutti. Io ovviamente la mia non me la faccio mancare, ma la lascio lì, la snobbo, magari si dimentica di esserci e sparisce da sola.
Un rapido giro turistico di Assisi, il timbro delle credenziali e una birra in centro (dicono sia il carburante necessario).
Alle 19 siamo puntualissimi all’appuntamento con Mauro che ci ospita a cena. Rivedo così quasi tutti i miei cugini con i quali passiamo 3 ore in allegria sfottendoci in fatto di politica e di calcio tra bistecche e birre.
Alle 23 torniamo al monastero e tutti a nanna. Anzi, a nanna ci vanno Joe ed il Cinghi, io qui a scrivere.
Stefo via iPhone
Il Segno su Strada 1 Torre Graffiti Bosco incantato Assisi

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Birra e sole, Ventimiglia – Perugia

Partiamo alle 7 di mattino, puntualissimi. Gli zaini sono mediamente più leggeri rispetto allo scorso anno, tranne quello del Cinghi che passa misteriosamente i 12 kg. Ci fermiamo in 2 autogrill, Conioli per la colazione ed un altro dopo Firenze per risolvere necessità fisiologiche. Il viaggio fila via preciso grazie al San Tom Tom che ci accompagna fedelmente. Posso testimoniare in prima persona gite nei pressi di Roma per aver sbagliato uno svincolo dalle parti di Firenze cercando di andare a Perugia. Intorno alle 13 siamo in centro a Perugia in compagnia di mio cugino Andrea che ci aiuta a sistemare certi problemi logistici relativi al posto auto. Si, abbiamo le raccomandazioni.
Troviamo l’albergo e dopo un corpo a corpo verbale con la ragazza in portoneria assolutamente sorda al nostro spiegare, seppur gentilissima, troppo, siamo in stanza.
Ci sistemiamo e andiamo a pranzo in un bio-ristorante suggeritoci dal cugino: il Mangiar Bene… Ampiamente consigliato.
Prendiamo 2 portate a testa sebbene 2 singole portate ci avrebbero sfamati tutti e 3.
Una volta usciti dal bio-risto e dopo esser andati alla ricerca di un centro Tim trovato impietosamente chiuso, ci siamo intrufolati nel centro cittadino ed abbiamo cominciato a soddisfare le gole con fresche bevande sempre troppo scarse quantomeno quantitativamente. Di seguito un paio di orate al sole e poi aperitivo coerentemente birroso con Andrea.
Sosta in albergo, piccola cena e a dormire. Almeno, loro 2, io qui a tenervi aggiornati.
Stefo via iPhone.

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Rimettersi l’abito da pellegrino

Questo è il week end che ci porterà a Perugia e da lì, zaino in spalla e speranzosi di bel tempo, si partirà per arrivare fino a Piediluco.
Si tratta di rimettersi l’abito di quello che ogni cosa utile, e null’altro, la deve portare con sé. Così succede che anche l’andarsi a comprare un paio di calze per camminare, prende un sapore diverso. Guardi la cucitura, se il tallone è rinforzato, se il tessuto è morbido, se l’elastico può dar fastidio.
Cosa che per uno come me che in genere delega certi acquisti, risulta assai curioso.
L’itinerario è stampato e sigillato in busta di plastica, casomai dovesse piovere.
Lo zaino sta prendendo volume, ma con più attenzione e meno cose superflue rispetto all’anno andato.
Le scarpette sono già lì, in bella vista, quasi mi fissano con ghigno. E’ un sentimento strano quello che ti lega alle scarpette, misto amore odio; ti portano ovunque ma ti soffocano.
La borraccia, ecco, quella non la devo dimenticare.