Diario

Giorno 12: il rientro


Ritorno a casa from diariofrancigena on Vimeo.
Aosta-Ventimiglia: 200 e più km (in treno)
Che dormita!!! Riposare sapendo che il giorno dopo non devi camminare per almeno 6-7 ore è tutta un’altra cosa, si dorme rilassati, tranquilli e ci si sveglia più facilmente.
Gli zaini sono già pronti e non dobbiamo metterci le scarpe da “battaglia” ma possiamo infilare un bel paio di infradito per far respirare le vesciche.
Paghiamo l’albergo e ci incamminiamo verso la stazione: biglietto, timbri sulle credenziali e colazione con, finalmente, un cappuccino e un caffè come si deve… eravamo un pò stufi dell’acquetta sporca.
Primo treno, partiamo da Aosta e arriviamo a Torino Porta Nuova, incredibilmente in orario.
In stazione a Torino abbiamo un’oretta da aspettare prima della coincidenza. Ci dividiamo, Roccia e Roberto vanno a fare un giro fuori dalla stazione e la loro faccia da “bravi ragazzi”non passa inosservata. ALT!!!! La polizia li ferma e chiede loro i documenti per un controllo, per fortuna non vengono arrestati.
Si riparte da Torino alle 11.35 con destinazione Cuneo. Il viaggio scorre tranquillo tra la solita Settimana Enigmistica di Roccia e pisolini… peccato per un bambino che utilizza un tono (ma forse anche due) di voce troppo elevato e non rimane zitto un minuto… vabbè.
Ultimo tratto: Cuneo-Ventimiglia. Siamo a due ore dalla fine del viaggio. Si parla poco, siamo alla frutta.
Arrivo in stazione a Ventimiglia. Il nostro viaggio è terminato definitivamente, a ognuno di noi avrà portato qualcosa dentro.
Abbiamo visto posti stupendi, faticato, camminato sotto la pioggia e dentro la neve, nei boschi, sull’asfalto, sul terreno bagnato, nel fango, nell’erba alta, con le marmotte, con le mucche, mangiato per terra sotto un’albero al sole… sudato… un’esperienza unica…

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Giorno 11: ultimi chilometri


Giorno 11 from diariofrancigena on Vimeo.
San Bernardo-Aosta: 34 km
Arriviamo con la neve e ripartiamo con la neve, in una notte non è cambiato nulla.
Partiamo molto lenti, alle 10.00, sarà colpa del freddo che rallenta i nostri ritmi.
Ci avviamo verso le dogane dove, coincidenza incredibile, il carabiniere che incontriamo è di Ceriana ed ha lavorato per un pò a Ventimiglia, rimaniamo a chiacchierare un pò… poi in marcia di nuovo… tutto giù!!! La neve piano piano ci abbandona e finalmente i cellulari riprendono la linea italiana (stavamo spendendo uno stipendio in telefonate).
Il passo è piuttosto spedito, forse non vediamo l’ora di arrivare.
Seguendo la strada è tutto più complicato, troviamo ogni cento metri un segnale che ci indica quanto chilometri mancano ad Aosta.
27 chilometri, 26 chilometri e 900 metri, 26 chilometri e 800 metri… quando la stanchezza e il male aumentano ogni cento metri sembrano chilometri.
Facciamo fatica a trovare un alimentari aperto per poter comprare da mangiare, al paese che ci eravamo prefissati di raggiungere per il pranzo è tutto chiuso… giorno di chiusura, ovviamente il martedì!!!
Il prossimo paese è a 8 chilometri e sono già le 13.00, non c’è altro da fare, si prosegue.
Doloranti e stanchi ci incamminiamo, cerchiamo di fare meno soste possibili.
Lungo la via ci ferma un signore che ci chiede se stiamo facendo la Via Francigena, ci dice di essere uno dei promotori/ideatori della valorizzazione del tracciato che passa ad Aosta, bello incontrare chi è artefice (con i colleghi svizzeri) dei nostri dolori.
Sono le 16.00 troviamo finalmente un alimentari aperto, la signora ci fa dei panini al limite dell’impossibile… impossibili da mangiare, sono enormi (ad un prezzo irrisorio).
Comincia a piovere… ultimi 7 chilometri sotto l’acqua.
Ormai ci siamo ogni metro che facciamo è un metro in meno… ormai siamo al conto alla rovescia.
AOSTA!!! Finalmente vediamo il cartello. Ce l’abbiamo fatta, distrutti ma contenti di essere arrivati. Le vesciche e il dolore ai piedi per un momento (ma solo per un momento) scompaiono.
Entriamo in Aosta e l’accoglienza è delle migliori, ci fermiamo davanti ad un bar per riposare e la gente del posto incuriosita ci chiede da dove arriviamo… sono tutti cordiali e simpatici (forse anche un pò allegri dagli aperitivi), ci offrono da bere del vino rosso locale, un giro, due giri… beviamo e chiacchieriamo.
Sono le 18.30 andiamo in albergo, c’è ancora l’ostacolo “Francia” da superare… questa volta della partita possiamo parlare!!! Domani si torna a casa.

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Giorno 8: vento.


Giorno 8 from diariofrancigena on Vimeo.
Saint Maurice - Martigny, 15 km.
Ci svegliamo come al solito alle 7. La colazione è servita alle 8, abbiamo quindi tutto il tempo di prepararci. Usciamo dall’ospitale dei Frati Cappuccini intorno alle 8:45, un salto al supermercato per un po’ di frutta e altre cosette, poi in farmacia a far rifornimento di medicinali per infiammazioni varie, vesciche e partiamo.
La tappa di oggi è la più corta di tutte, 15 km circa, sappiamo di potercela prendere con calma e lo facciamo. La strada alterna asfalto e sterrato, lungo la valle, sempre più all’interno verso Martigny e le Alpi. Si alza il vento ma per fortuna il sole è sempre ben presente. In quanto a meteo, continuiamo ad avere pessime previsioni ed ottime condizioni. Non aggiungo altro.
Verso le 11 e mezza comincia a farsi sentire lo stomaco, attraversiamo qualche paesino (agglomerati di case) e ci fermiamo alla Coop di Vernayaz. Spesa veloce e poi alla ricerca di un posto riparato dal vento. Lo troviamo qualche centinaio di metri più in avanti. Ormai è mezzogiorno passato, ci fermiamo, pranziamo e schiacciamo un sonnellino. Qualche gavettone, zaino riempito di pietre, minacce varie, punti persi e si riparte verso le 14 e 30. Manca ormai veramente poco.
Alle 16 circa entriamo in Martigny e cerchiamo la parrocchia protestante che ci dovrebbe ospitare, nel frattempo fantastichiamo su un eventuale centro benessere. Il parroco non c’è, non lo aspettiamo, e cerchiamo un alloggio alternativo. Lo troviamo in un Motel.
Doccia e quantaltro serve per dare sollievo psicofisico ai nostri stanchi corpicini e facciamo un salto in centro dove una sorta di festa dei 5 continenti, via di mezzo fra festa della birra e Moac, ci restituisce sensazioni di vita socializzata.
Ci facciamo un paio di birre, uno spuntino veloce, qualche foto e poi alla ricerca di un ristorante per cenare. Entriamo in un locale un po’ italiano e un po’ messicano. Fajitas di pollo e vino per tutti. Roberto cancella dalla rubrica del suo cellulare il numero di telefono mio, di Johnny, e per coerenza intellettuale anche Rox fa cancellare il suo. Se il Cinghi si dovesse perdere, rimarrebbe in balia della natura. Dessert, caffè e ritorno verso il Motel. Solite inconcludenti discussioni similsociofilosoficomaterialiste e tutti a nanna.
Siamo ai piedi delle Alpi, domani cominciamo la salita verso Orsieres, preludio al Passo del Gran San Bernardo.

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Giorno 7: il conquistatore


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Aigle-Saint Maurice 17 km
Ormai siamo degli orologi svizzeri, sveglia alle 7.00, colazione e in marcia per le 8.30 (giusto il tempo per farsi mettere le solite credenziali).
Il gruppo riparte al completo sotto un sole splendente (anche se le previsioni danno pioggia sicura).
Si inizia con una salita alquanto impegnativa in mezzo ai boschi, accompagnati dal trenino delle montagne che sale-sale-sale… si viaggia spediti.
Arrivo ad Ollon, il primo villaggio che incontriamo, con quasi 20 minuti di anticipo sulla tabella di marcia.
Forse è finita l’era delle canotte: a tratti comincia a fare anche freschino.
Intanto continuano le salite e Roberto perde un pò (tanto) della brillantezza che lo caratterizzava nei due giorni precedenti… le vesciche e un accenno di tallonite cominciano a dare i loro frutti.
Ore 12.00 arriviamo a Bex dove prendiamo l’occorente per un pranzo al sacco speranzosi di trovare un albero, un prato verde e la possibilità di sdraiarci a prendere il sole. Alla fine troviamo un albero (marcio) il prato (secco) e il sole debole, il tutto ai bordi di una strada a veloce scorrimento… vabbè.
Arriviamo al convento dei Francescani di Saint Maurice alle 14.30, dove rimaniamo un attimo spiazzati. Pensavamo di trovare delle “celle” per dormire, ci troviamo invece quasi un albergo: stanze da due con tanto di bagno e addirittura un accesso wifi gratuito… troppo moderni!!!
Della partita non ne parliamo neanche stasera.
Durante il giro per cercare un posto per mangiare incontriamo dei ragazzi Veneti che ci chiedono se siamo pazzi a voler camminare fino ad Aosta, forse si.
Cena in pizzeria… si torna in convento dove Roberto fa sfoggio delle sue migliori arti seduttorie e conquista il cuore di una signora Svizzera ospite anche lei del convento… chissà se nella notte accadrà qualcosa… buonanotte.

Info

Giorno 6: metà viaggio (io)


Giorno 6 from diariofrancigena on Vimeo.
Vevey-Aigle: 26 km.
Dormire per terra non è così scomodo come potrebbe sembrare… la notte scorrerebbe tranquilla se non fosse per il ritmico russare di Roberto. Sveglia alle 6.55, il prete ci offre gentilmente la colazione (brioches e tè), timbra le credenziali e ci invita in chiesa per una preghiera.
Ore 8.15 in marcia.
Sole anche oggi… ormai ci segue ovunque.
Il passo oggi è fatto da Stefano e l’ormai innarrestabile F-Rodo.
Si arriva al castello di Chillon in riva al lago, pausa e foto di gruppo.
Arrivati a Villeneuve dove, tanto per cambiare, si sbaglia strada. Questa volta l’errore ci porta abbastanza fuori dal percorso, perdendo forse 45 minuti buoni.
Pranzo in ristorante del posto che però mette nello stesso piatto: pasta, carne e cavoli rossi (Johnny prende la versione senza la pasta).
Ore 14.15 dopo quasi 20 km percorsi a circa 2 ore dall’arrivo, la tendinite di Johnny miete la prima vittima, lo zoppichio diventa insistente: ultimi km con l’autobus.
Durante gli ultimi km Roberto, in un momento di troppa ilarità per l’abbandono di Johnny, perde la borraccia (e domani chiederà acqua a tutti).
Stefano continua la raccolta delle vesciche (che verranno poi catalogate e messe su internet).
Mauro pensa già a come passerà la prima domenica quando sarà a casa.
Ore 16.00 il gruppo è nuovamente compatto. Tutti in albergo e poi in farmacia dove si spende praticamente più che per la camera.
Informazioni per mangiare e cena fuori con partita… tutti in camera, domani si parte di nuovo presto. Buonanotte.