Da Avenza a Pietrasanta

In piedi alle 6, sveglio da due ore Roberto, due ore di sonno per me. Motivazioni: zanzare, automobili, motorini, moto, individui festeggianti.
Colazione al bar compresa nel soggiorno, raddoppiamo le brioches ed il barista gentilmente ce le offre. Alle 7 siamo zaino in spalla sull’asfalto di Avenza, ma dura poco.
Qualche problema ad uscire dal centro abitato a causa delle solite indicazioni cartacee… piuttosto indicative. Imbocchiamo sentiero in salita, e sale e sale. Roberto fa il passo, ebbene si.
Mosche ed altri insetti ci circondano, riescono a farmi uscire sangue in due punti. Vero.
Una volta in cima il sentiero ci riporta a valle, e poi di nuovo in cima verso il castello Aghinolfi, che riusciamo solo ad intravedere. Chiediamo ad un ciclista dove poter pranzare, sono ormai passate le 12. Ci rassicura che da lì a qualche km saremmo stati circondati da bar, locande, pub, ristoranti, alimentari, enoteche, fiere di degustazione.
Manco per niente.
Pranziamo intorno al 23 esimo km, pane e prosciutto.
Riprendiamo per gli ultimi 5/6 km, che sembrano decisamente di più.
Entriamo in Pietrasanta intorno alle 15:15, intanto l’Inter comincia a subire la rimonta.
15:30 circa siamo alla casa diocesana. 10 euro e si dorme. Doccia, riposino e usciamo. L’Inter è stata rimontata.
Passeggiata, foto, doppio aperitivo (vino da una parte, coca zero dall’altra) e ricerca di un ristorante per cena. Al Ristorante San Martino, troviamo gentilissima accoglienza. La signora, saputo del nostro camminare, ci invita per offrirci la cena a patto di andare per le un quarto alle otto. Così facciamo. Ceniamo, due ciance e andiamo.
Giro in piazza, affollata, preparativi per concerto.
22:47, stanno suonando e si sente un bel po’. Roberto dorme senza russare. (e son due cose incredibili in un giorno: tira in salita e non russa. Evoluzione.)
Conto le vesciche, son tre. Metto voltaren sulle ginocchia. Scrivo. E chiudo.

Da Bordighera ad Avenza, in treno

Premessa: non credo posterò molte foto durante il viaggio.
Fine premessa.
ore 14:40, siamo in stazione a Bordighera accompagnati da Fede che resta con noi fino alle 15:05, arrivo del treno.
Saliamo, treno a scompartimenti. Tempo mezz’ora e siamo io, Roberto, una coppia di tedeschi, una ragazza inglese e un ragazzotto nostrano che si spacca la faccia con la psp.
A Genova scendiamo, tappa veloce al bar, bibita veloce al bancone, scatto veloce ai binari.
Alle 17:48 risaliamo. Treno a carrozza aperta. Aria condizionata rotta.
Due ore di sauna obbligata con il mio vicino che sostiene di fare 20 viaggi in treno al mese e di trovare raramente, ma veramente raramente, disagi. Oggi sarebbe un caso. Capita.
Sarò particolarmente sfigato, ma io facendo solo una ventina di viaggi in treno all’anno, riesco raramente, ma veramente raramente, a fare un viaggio intero senza disagi. Oggi è il solito viaggio disagiato. Abitudini.
19:20 arriviamo ad Avenza.
Troviamo al volo il b&b. Ci sistemiamo, chiediamo info, paghiamo e usciamo per cena.
Festa partigiana, ceniamo lì.
Due ciance con una coppia ligure seduta al nostro stesso tavolo e ritorno spedito in stanza.
Roberto dorme. Una zanzara s’è appena nutrita del mio sangue, dai piedi.
Ora spengo.
Click.

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