Giorno 11 from diariofrancigena on Vimeo.
San Bernardo-Aosta: 34 km
Arriviamo con la neve e ripartiamo con la neve, in una notte non è cambiato nulla.
Partiamo molto lenti, alle 10.00, sarà colpa del freddo che rallenta i nostri ritmi.
Ci avviamo verso le dogane dove, coincidenza incredibile, il carabiniere che incontriamo è di Ceriana ed ha lavorato per un pò a Ventimiglia, rimaniamo a chiacchierare un pò… poi in marcia di nuovo… tutto giù!!! La neve piano piano ci abbandona e finalmente i cellulari riprendono la linea italiana (stavamo spendendo uno stipendio in telefonate).
Il passo è piuttosto spedito, forse non vediamo l’ora di arrivare.
Seguendo la strada è tutto più complicato, troviamo ogni cento metri un segnale che ci indica quanto chilometri mancano ad Aosta.
27 chilometri, 26 chilometri e 900 metri, 26 chilometri e 800 metri… quando la stanchezza e il male aumentano ogni cento metri sembrano chilometri.
Facciamo fatica a trovare un alimentari aperto per poter comprare da mangiare, al paese che ci eravamo prefissati di raggiungere per il pranzo è tutto chiuso… giorno di chiusura, ovviamente il martedì!!!
Il prossimo paese è a 8 chilometri e sono già le 13.00, non c’è altro da fare, si prosegue.
Doloranti e stanchi ci incamminiamo, cerchiamo di fare meno soste possibili.
Lungo la via ci ferma un signore che ci chiede se stiamo facendo la Via Francigena, ci dice di essere uno dei promotori/ideatori della valorizzazione del tracciato che passa ad Aosta, bello incontrare chi è artefice (con i colleghi svizzeri) dei nostri dolori.
Sono le 16.00 troviamo finalmente un alimentari aperto, la signora ci fa dei panini al limite dell’impossibile… impossibili da mangiare, sono enormi (ad un prezzo irrisorio).
Comincia a piovere… ultimi 7 chilometri sotto l’acqua.
Ormai ci siamo ogni metro che facciamo è un metro in meno… ormai siamo al conto alla rovescia.
AOSTA!!! Finalmente vediamo il cartello. Ce l’abbiamo fatta, distrutti ma contenti di essere arrivati. Le vesciche e il dolore ai piedi per un momento (ma solo per un momento) scompaiono.
Entriamo in Aosta e l’accoglienza è delle migliori, ci fermiamo davanti ad un bar per riposare e la gente del posto incuriosita ci chiede da dove arriviamo… sono tutti cordiali e simpatici (forse anche un pò allegri dagli aperitivi), ci offrono da bere del vino rosso locale, un giro, due giri… beviamo e chiacchieriamo.
Sono le 18.30 andiamo in albergo, c’è ancora l’ostacolo “Francia” da superare… questa volta della partita possiamo parlare!!! Domani si torna a casa.